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giovedì 28 gennaio 2016

Marmellata veloce di arance e cannella ... light & bio





Esistono infinite ricette per fare la marmellata di arance, e questa è la mia, anzi, la nostra, perché l'artefice vero è mio marito, che la prepara da sempre, con le arance biologiche del suo giardino di agrumi. Io l'ho aiutato, assistito e suggerito, solo un pochino. Questa nostra ricetta è veloce e senza preparazioni particolari, prevede solamente che compriate arance biologiche certificate o di cui siete certi al 100%. Altrimenti non dovrete utilizzare la scorza, in modo assoluto. Peccato però, perché la scorzetta delle arance conferisce alla marmellata un sapore inebriante! Se sono siciliane, poi, è ancora meglio! Sarete certi che sono di stagione e non conservate!
... dimenticavo, a noi piace poco dolce! Se credete, mettete un po' di zucchero in più, ma mai oltre il 70% del peso della frutta (noi ci fermiamo circa al 33%)

Ingredienti

1200 g di polpa di arance biologiche
la scorza di 3 arance biologiche (le stesse di cui sopra)
420 g di zucchero di canna biologico
2 bacche di cannella
2 mele golden, se biologiche è meglio (o cotogna, io ne ho messa una solamente, questa volta, perché una ne avevo!)... la pectina contenuta nella mela fa addensare meglio la marmellata, consentendoci di utilizzare meno zucchero


Procedimento (con illustrazioni)
Privare delle scorzette (senza la parte bianca, come nella foto sotto) tre delle arance (ben pulite) destinate alla marmellata. L’importante è che le arance siano biologiche, per avere la certezza che la loro scorza sia assolutamente priva di medicinali o insetticidi di qualsiasi tipo.
Tritare le scorzette asportate col coltello, molto finemente, e poi metterle da parte.
Sbucciare bene tutte le altre arance, privarle dell’albedo (la parte bianca esterna) e tagliarle a pezzetti.
Sbucciare la mela e tagliarla a pezzetti, privandola dei semini interni.



Mettere le arance in un tegame abbastanza capiente, accendere il fuoco a fiamma bassa e aggiungere lo zucchero. Appena questo si è sciolto unire la mela e le due bacche di cannella. Continuare la cottura a fuoco lento e girando spessissimo. A metà cottura (dopo circa 20-25 minuti) unire le scorzette. Schiacciare la polpa se vi sembra ancora troppo grossolana, nel tegame stesso e durante la cottura, usando uno schiacciapatate (o con un cucchiaio di legno, se non l’avete).
Quando, facendo la prova del piattino inclinato, la marmellata scenderà lentamente lungo il piatto, allora vorrà dire che è pronta. La cannella va tolta quando inizia a disfarsi.



Spegnete e riempite subito i barattoli, già sterilizzati (io li lavo per bene con detersivo neutro ed acqua bollente, li asciugo con un panno pulito e subito dopo li metto al forno freddo posizionando il termostato a 100°. A temperatura raggiunta li lascio stare al forno per una decina di minuti. Anche i tappi, ovviamente, ma accanto. Poi spengo e li lascio dentro. Questo va fatto mentre cuocete la frutta, così da averli ancora bollenti appena terminate. Per una sterilizzazione classica, portateli a bollore in un ampio tegame, con un panno pulito posto sul fondo dello stesso, per tutta la durata del processo di cottura e usciteli solo appena la marmellata è pronta, con un altro panno pulito asciugateli, anche i tappi, e riempiteli subito), chiudeteli (stringendo ma non troppo il tappo, quanto basta per non fare uscire la marmellata!) e poi rovesciateli a testa in giù, per far uscire tutta l’aria e creare il sottovuoto. Potete anche pastorizzarli (per farli durare di più. Visto che usiamo meno zucchero e i tempi di conservazione sono minori, diciamo che non vanno oltre un anno, ma talvolta anche meno. Noi a casa la consumiamo molto prima, quindi io non mi pongo questo problema. Fate così, una volta riempiti, portateli a bollore per circa 30 minuti, immergendoli nel tegame pieno d'acqua fredda e coprendoli d'acqua almeno 2 cm sopra la capsula (che deve essere ben stretta). Meglio porre un panno sotto ed altri fra i barattoli, prima di coprirli d'acqua, per evitare rotture del vetro. In questo caso il sottovuoto si formerà al raffreddamento, quindi non dovrete rovesciarli).



Se avete scelto di non fare la pastorizzazione e li avete rovesciati, come ho fatto io, dopo 48 ore, quando saranno ben freddi, rimetteteli in piedi, stringete benissimo il tappo e conservateli in dispensa, in luogo fresco e asciutto. Nell’aprirli, per controllare se il sotto vuoto si era creato, dovrete sentire un clack, il suono che emette il tappo riassumendo la posizione piana. Una volta aperti conservare in frigorifero.




... è speciale a colazione, spalmata su una bella fetta di pane integrale, senza glutine, ovviamente!!! Se volete la ricetta del pane delle fotografie, cliccate QUA!

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Baci, Bimbapimba

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