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mercoledì 14 febbraio 2018

ricetta Bignè al Mandarino

Un frutto delicato e dall'aroma intenso, il Mandarino è perfetto per aromatizzare e dar corpo a dolci semplici e leggeri, come ad esempio questi piccoli Bignè al Mandarino, farciti del suo solo succo, una semplice magia per il palato ... 



INGREDIENTI per circa 30 Bignè al Mandarino (io senza glutine)

1 dose di Pasta per Bignè senza glutine (cliccate Qua e seguite questa ricetta, preferendo se possibile l'alternativa con farina Mixit Schaer e amido di Tapioca o Mais)
2 litri di Gelo di Mandarino (cliccate Qua e seguite questa ricetta)



PROCEDIMENTO

mercoledì 11 gennaio 2017

Ricetta della Chiffon Cake senza glutine al Mandarino

La Chiffon Cake è una torta facile e vincente! Inizi a farla e non smetti più perché alla fine è una delle poche torte che è bella così com'è, non ha bisogno di guarnizioni speciali né di farciture perché è morbidissima e resta morbida e soffice per tre giorni di seguito, e piace a tutti! Per questo motivo, quando non sai cosa preparare per una cena improvvisa, ecco che ricorri alla Chiffon Cake, magari cambiandone il sapore di fondo. Oggi la mia Chiffon Cake è al Mandarino, in doppia versione, perché mi piace tanto che la faccio spesso!  Fra qualche giorno ve la presenterò in altre vesti , tutte semplicissime!


Ve la presento in due vesti simili, entrambe con ciuffetti di panna montata, spicchi di mandarino e glassa al mandarino, velocissima da preparare!


Per la ricetta base della Chiffon Cake con farine naturali, dovete cliccare QUA. Troverete anche i link alle fonti da cui ho preso spunto e alle altre mie versioni di questo magnifico e semplice dolce. 

Ingredienti per una Chiffon Cake al Mandarino

200 g farina di riso finissima
65 g fecola di patate
30 g amido di mais (o di tapioca)
(3) 2 g Xanthano (ingrediente FACOLTATIVO. Senza viene leggermente più alta, ma un po' più asciutta, perché lo Xanthano trattiene i liquidi e conferisce elasticità. Ultimamente l'ho ridotto da 3 a 2 g e la dose va benissimo, certe volte anche 1 g va bene, specie se accompagnate la torta con frutta o creme morbide).
1 bustina di lievito per dolci (senza glutine)
1 pizzico di sale
280 g zucchero
q.b. cannella in polvere
½ cucchiaino di cremor tartaro
7 uova medio-grandi (65 g di peso medio, con guscio), io biologiche, a temperatura ambiente (30°C)
120 g olio semi girasole biologico
220 g succo di mandarino fresco (se la fate all'arancia, egual peso. Se non mettete lo Xanthano, bastano 200 g)
aroma vaniglia (o 1 bustina di vanillina o meglio il contenuto di una bacca di vaniglia, o qualche goccia di essenza alla vaniglia)
la scorza grattugiata di 2 limoni biologici

per una glassa veloce al mandarino

250 g zucchero a velo
q.b. succo di mandarino (da spremere un po' alla volta sino ad ottenere la consistenza desiderata)

per decorare

panna montata
spicchi di mandarino

e questo è lo stampo che ci vuole:


 
 
Procedimento

sabato 26 marzo 2016

Colomba veloce con farine naturali senza glutine ... con lievito di birra




N.B.

VI SUGGERISCO DI GUARDARE PRIMA QUEST'ALTRA VERSIONE (QUA), APPENA RIFATTA (APRILE 2017), MOLTO MIGLIORE DI QUESTA A MIO AVVISO! 

Se volete un mio suggerimento, la versione appena rifatta sostituisce questa. Cliccate QUA e seguite quest'altra ricetta, già dalle foto capirete com'è buona.

SEGUITEMI NELLA MIA PAGINA FACEBOOK, LA CUCINA DI BIMBA PIMBA, SARETE TEMPESTIVAMENTE AGGIORNATI!


Dosi per una colomba da 750 g (mettete 850 g di impasto nello stampo e con quel che rimane fatevi una tortina piccola tipo muffin) oppure come ho fatto io 2 stampi da 500 g, ma verranno bassine... 

Per le farine (polveri)**

100 g di amido di mais
40 g di amido di tapioca
15 g di fecola di patate
70 g di farina di riso finissima
4 g di farina di lupino
1,6 g xanthan
2 g guar
1 pizzico di zucchero
1 pizzico di curcuma in polvere

Per l’impasto**

100 g di zucchero
120 g uova (circa 2 intere più un po' di tuorlo)
120 g latte intero
5 g di lievito di birra secco
90 g di burro
3 g di sale
1 cucchiaino di miele

Per la pasta aromatica*

1 bacca di vaniglia (i semini interni) 
50 g di pasta di mandarino (leggete QUA la ricetta o in alternativa la scorza grattugiata di un'arancia e di un limone biologici)
la scorza grattugiata di un limone biologico
3 cucchiai di rum
30 g di mandorle intere pelate
10 g burro

* Frullate tutto assieme e mettete in una ciotola sino all'uso

Per la glassatura*

30 g di mandorle intere pelate
100 g di zucchero granulare
1 albume
15 g di pasta di mandarino (o la scorza di un limone grattugiata)
6 g di olio di riso
6 g farina di mais

* Frullate tutto assieme e mettete in frigorifero a rassodare


Per la copertura finale 

125 g di uvetta sultanina (io la preferisco ai canditi, ma ci andrebbero quelli! decidete a gusto vostro)
Mandorle pelate intere e/o a fettine
Zucchero in granella (certificato per i celiaci)
zucchero a velo (idem)





** tutti i prodotti, se siete celiaci, debbono essere certificati


Procedimento con Video tutorial (su YouTube)

venerdì 4 marzo 2016

Biancomangiare mandorlato al mandarino ... con dolcetti di risulta!

Questo è un dolce che sa di infanzia, di nonne in cucina e di fanciulli domati al suono di una parola magica, che evoca un piacere puro ed essenziale: biancomangiare. Bianco come il latte, bianco come la mandorla (non sempre presente, ma caratteristica fondamentale della nostra cucina siciliana), bianco come le lenzuola fresche di cotone stese al sole di mezzogiorno nel terrazzo della villa antica, nel cuore della Piana dei Colli, tra gli agrumeti palermitani... e tu che correndo oltrepassi le vecchie tendine a fili della porta, ti siedi sul tavolo di legno della cucina e affondi il cucchiaio in quel morbido e splendente budino profumato di frutta e di cannella ... ricordi di infanzia che esigono un momento di silenzio


Biancomangiare alla mandorla variegato al mandarino e cannella...


ma se preferite un effetto più allegro e profumato di frutta, optate per la versione con fragoline e molti mandarini siciliani ...
Biancomangiare al mandarino e fragoline ... 


Ingredienti per circa 8 porzioni 

800 g di latte intero
180 g di farina di mandorle
35 g di mandorle pelate
8g/l di agar agar (cioè ogni 250 g di latte ci vogliono 2 g di agar agar) - oppure 100 g/l di amido di mais (cioè ogni 250 g di latte 25 g di amido)
100 g/l di zucchero (io 65 g finali)
50 g di pasta di mandarino (per la ricetta cliccate QUA) + 1 cucchiaio di latte - oppure aroma equivalente 
1/2 bacca di vaniglia (o se non l'avete 1/2 bustina di vanillina)
cannella in polvere q.b.

Procedimento con tutor

venerdì 19 febbraio 2016

Savarin alla Escoffier … (senza glutine) con panna e fragoline

"La scoperta di un manicaretto nuovo fa per la felicità del genere umano più che la scoperta di una stella" ... sarà ben lieto di sapere il brillante autore della Fisiologia del gusto (1825), Anthelme Brillat-Savarin, alto magistrato e consigliere della Corte di Cassazione francese di fine Settecento, che tutto il mondo lo ricorderà per sempre per aver contribuito a far nascere una stella nella storia della gastronomia universale: il Savarin, un dolce a forma di ciambella molto simile al Babà ma non identico, e non solo per la forma.

Se nell'Artusi e la sua "Scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene" il Savarin è molto più ricco di latte e di burro del Babà, per Escoffier le due ricette prevedono dosi diverse e più equilibrate fra loro. Di certo, sia per l'Artusi, che cuoco non era ma grande intenditore, che per l'Escoffier, una pietra miliare della cucina francese, la presenza del burro è significativa, cosa che invece non si riscontra nella maggior parte delle moderne versioni di Babà e Savarin, che negli anni sono stati omologati sino a diventare un unico dolce con diversa forma. Ma non è così, o almeno non lo era in origine. 





Georges Auguste Escoffier (1846-1935) è considerato il più grande cuoco di tutti i tempi. Arrivò alla celebrità nel 1880 quando prese la direzione delle cucine del Grand Hotel di Monaco, diretto da César Ritz. Inizio di una straordinaria carriera che lo porterà al Savoy di Londra, al Ritz di Parigi e al Carlton Hotel ancora a Londra, dove iniziò la redazione della Guide Culinarie, una bibbia per tutti i cuochi. 
"più impariamo, più ci accorgiamo di dover imparare ancora, e lo studio, spalancando la mente dell'esecutore, gli apre l'agevole via del perfezionamento attraverso la pratica della nostra arte"... con queste parole Escoffier giustificava il senso della sua opera, con cui non voleva fissare delle regole eterne, ma fornire le basi indispensabili ad un'arte, come egli stesso affermava, "fondata, per tanti aspetti, sulla moda, e come lei tanto instabile"*.




Circa la ricetta in questione, così come era uso fare nelle sue indicazioni, il grande cuoco non dà particolari istruzioni sul numero delle porzioni, ma solo le proporzioni fra gli ingredienti che in genere, per un servizio classico, erano sufficienti per 10 o 12 persone. Io ho dimezzato la dose ed ho ottenuto un dolce immenso. Evidentemente la quantità servita, ai suoi tempi, era ancora lontana anni luce dalla Nouvelle Cuisine, dalle diete ipocaloriche e dal concetto di intolleranza alimentare! Ma, come diceva il maestro, "Come non rimpiangere l'epoca in cui i pranzi erano al tempo stesso una cerimonia e una festa? Quando la nostra antica cucina francese dava mostra di tutte le sue meraviglie, per la gioia suprema dei buongustai? Come non approfittare con letizia di ogni occasione che si presentasse, per sacrificare a Comus, il dio gioioso della buona tavola e dei festini?"

* testi tratti dalla Guida alla Grande Cucina di Auguste Escoffier, Franco Muzzio Editore






In cucina come nella vita tutto è destinato a cambiare, per seguire le esigenze dei tempi e delle mode e un bravo cuoco, come era Escoffier, non poteva non tenerne conto. E poiché io non sono affatto una maestra, com'era lui, ma un'invisibile discepola dilettante semplicemente innamorata di questa scienza che è la gastronomia, per cambiare una cosa devo prima conoscerne i principi base, le origini. Ho sempre avuto una passione per il Savarin, nonostante non ami molto i liquori ma qui, secondo le regole, il liquore non può mancare. Anthelme Brillat-Savarin 'sembra' infatti che abbia inventato un punch (lui era un appassionato cultore del punch inglese) a base di Rum, limone, arancia e zucchero, tagliato con l'acqua, per inzuppare questo dolce a forma di ciambella che forse le sue sorelle, durante l'estate, usavano servirgli durante i loro luculliani pranzi. Insomma, se fu o non fu il re polacco Stanislao Leszczynski ad inzuppare il primo dolce nel Rum, sta di fatto che Savarin si inventò uno sciroppo adatto alla frutta (si perché nel cuore del Savarin non può mancare la frutta fresca) con cui imbibire i dolci come questo magnifico ciambellone, che però non è un babà!!!


"Gli animali si pascono, l'uomo mangia; solo l'uomo di spirito sa mangiare" 


J. A. Brillat-Savarin, La fisiologia del gusto (1825)



E adesso la cosa più difficile... la sglutinatura!!! Togliendo il glutine bisogna aumentare i liquidi, questo ormai lo sanno tutti... ma aumentando i liquidi l'impasto non si può più lavorare come dice Escoffier (sbatterlo con le mani, sino a sollevarlo in un'unica massa! è impossibile)... va bene, diremo noi, farà tutto lo Xanthan (Xantano), sostituendosi alle proteine glutinose che danno elasticità all'impasto. Be', non è proprio così, non verrà mai un dolce veramente spugnoso perché, se l'ammacchi forte, lui si buca, non torna indietro. Pazienza, ci accontenteremo della buona alveolatura e del sapore, che mi hanno dato grande soddisfazione. La prossima volta però cambierò le farine, voglio vedere cosa succede con quelle per il pane (proverò con la Royaline, un mix siciliano molto buono e senza retrogusto, oppure con quelle per dolci lievitati, come la DallaGiovanna), anche perché ho già fatto una volta il babà con le farine naturali addizionate di Xantano e il risultato non era affatto migliore di questo, per la verità ricordo una consistenza gommosa e dura. In attesa del mio nuovo Savarin vi lascio questa ricetta, era la prima volta che la facevo e non ho trovato molte difficoltà (ricordatevi che siamo celiaci e quindi in un certo senso abituati alle difficoltà), è venuto spettacolare e molto buono. Non è elastico come dovrebbe, diciamo che è come un babà un po' più asciutto. Ma il sapore è eccellente. L'importante per questo dolce, come dice la sua storia, è mangiarlo ben imbevuto! 
Da siciliana DOC, l'ho profumato alle arance e al mandarino, ovviamente!
A voi l'esecuzione (non è difficile, però ci vuole la planetaria, altrimenti una forza di braccia inusuale!)




Ingredienti per 12 porzioni 
(stampo a ciambella antiaderente alto 10 cm, largo 24 cm circa sopra, 16 cm circa sotto)

185 g di burro (io, Escoffier 375 g)
300 g di farine senza glutine Mix It Schaer Universale (io. Escoffier 500 g di farina per dolci)
4 uova medie (io biologiche, ovviamente. Escoffier 8)
10 g lievito fresco (io, Escoffier 20 g)
7 g sale (io, Escoffier 15 g)
30 g zucchero (io, Escoffier 25 g)
180 ml latte tiepido (io, Escoffier 100 ml)
25 g di pasta di mandarini bio (io)
½ bustina di vanillina (io)

Per lo sciroppo al Rum agrumato

1 l di acqua
400 g di zucchero
la scorza di un limone bio
la scorza di un’arancia bio
100 g di Rum

Per la lucidatura

qualche cucchiaio di marmellata (io di arance bio, ma in genere si fa con quella di albicocche) sciolta in un po’ di sciroppo al Rum

Per la farcitura

1/2 l di panna fresca da montare
80 g di zucchero a velo (che sia senza glutine, per i celiaci)
2 vaschette di fragoline di bosco

Procedimento con tutor

Ho seguito pedissequamente (glutine non permettendo! ho infatti aumentato i liquidi) la ricetta di Escoffier, quindi ...

domenica 7 febbraio 2016

i muffin della Conca d’oro


Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?
Nel verde fogliame splendono arance d'oro
Un vento lieve spira dal cielo azzurro
Tranquillo è il mirto, e sereno l'alloro
Lo conosci tu bene?
...
(J. W. Goethe, 1786-1787)

Questa per Goethe era la terra (l'Italia) che "senza la Sicilia non lascia nello spirito alcun immagine" ... senza quei "giardini folti d’aranci che smaltano di verde la ferace terra" (dalle parole di Vincenzo Consolo, in Retablo)



  



Forse pensavo di creare un dolcetto più bello, ma è venuto fuori un po' troppo sempliciotto, così, diciamo ordinario... quello che conta certe volte più della forma è la sostanza e in questi dolcetti (o muffin) c'è tutto il profumo e il sapore degli agrumi siciliani: arance, limoni e mandarini! Tutti e tre, ma in momenti separati. L'involucro morbido è al mandarino, il cuore è d'arancio e la copertura di limone. In un solo morso si sprigiona in bocca un'allegria immensa, un trionfo di colori dorati cangianti dal giallo all'arancio acceso, gli stessi che un tempo brillavano nella verdeggiante campagna che circondava Palermo, la Conca d'Oro di Goethiana memoria... proprio là, fra i giardini di agrumi, dove ho raccolto tutta questa frutta! 



Per questa ricetta mi sono fatta aiutare da tante brave blogger e cuoche sglutinate e non, prendendo spunto da loro ricette e suggerimenti. Prima fra tutte, la mia amica Cinzia e il suo Forno incantato di Cinzietta, un pozzo senza fondo di stimoli, come questi deliziosi Cupcakes decorati, che vi suggerisco di provare! Il mix di farine invece è di Gaia Pedrolli, in arte la Gaia celiaca, il cui libro "il dolce gluten free" è un indispensabile riferimento per chi vuole muoversi nel mondo della pasticceria senza glutine. Per non parlare di Stefania, la Fornostar per eccellenza! Sono andata a sbirciare nel suo blog, Cardamomo and Co, fra le sue mille ricette di muffin e dolci (che ho avuto la fortuna di assaggiare personalmente e posso confermare che sono superlativi, unici, speciali). Anche se oggi non ho seguito una sua ricetta in particolare, devo ammettere che mi hanno molto influenzato. Ringrazio anche Cristina Basso, di DeGlutiamo con Cristina, che non conosco ma che ammiro molto come cuoca. La pasta di mandarino è una sua ricetta, che io ho vergognosamente copiato. 
Per il resto, c'è anche qualcosa di mio in questa ricetta, oltre la voglia di sperimentare e osare, magari di sbagliare e qualche volta anche azzeccarci.



Ingredienti per 16 morbidissimi e profumatissimi muffins

170 g farina di riso finissima 
50 g fecola di patate 
30 g amido di tapioca 
150 g zucchero di canna biologico
62 g olio riso biologico
3 uova biologiche
125 g yogurt intero bianco
55 g pasta di mandarini biologici (composta da mandarini, zucchero e vaniglia. Per la ricetta cliccate QUA) eventualmente sostituibile con canditi d'arancia frullati oppure con l'essenza ... ma con quest'ultima non è la stessa cosa
1 bustina di lievito (senza glutine per i celiaci)
1 bacca di vaniglia o una bustina di vanillina (senza glutine per i celiaci)
16 cucchiaini di marmellata d’arance biologica (per la mia ricetta guardate QUA)



Per la copertura

1 limone biologico
rum (1 cucchiaino)
cocco rapè q.b.
zucchero a velo (senza glutine) q.b.



Procedimento (con illustrazioni)

venerdì 5 febbraio 2016

La pasta di mandarino




Questa ricetta è di Cristina Basso, di DeGlutiamo con Cristina, una cuoca incredibilmente brava che vi consiglio di seguire!
A cosa serva la pasta di mandarino ve lo saprò dire fra un po’, giusto il tempo di smaltire le cassatelle al forno di ieri, e poi mi darò ad altre sperimentazioni. Intanto l'ho preparata, così me la ritrovo... con tutti i mandarini biologici che ho in giardino, non potevo non farlo! 
Come dice Cristina, la pasta di agrumi è molto utilizzata negli impasti per dolci natalizi, tipo il panettone… ormai sta per arrivare Pasqua e quindi ci sarà la Colomba da preparare… ma io non aspetterò tanto, ho già in mente altre sperimentazioni…

Intanto, se volete farla anche voi, si prepara così…

domenica 17 gennaio 2016

Coppa al mandarino e cioccolato

Volete preparare un dessert squisito, semplice da realizzare e magari anche in più puntate? 
seguitemi, vi serviranno dei mandarini, un po' di panna fresca, del cacao, amido di mais e zucchero e poca colla di pesce ...



Preparate il gelo di mandarino spremendone il succo (ve ne serve un litro, filtrato), scaldandolo sino al bollore, sciogliendo con parte del succo bollente l'amido e lo zucchero (70 g di amido e 150 g di zucchero) cercando di non far formare i grumi, poi unendo tutto il succo rimasto e riportando lentamente a bollore il gelo, girando col cucchiaio di legno di continuo (non deve assolutamente attaccarsi al fondo del tegame).
Distribuite, ancora caldissimo, nelle coppe di vetro (ne verranno 8 di media dimensione) e appena a temperatura ambiente coprite con pellicola e fate raffreddare per almeno tre o quattro ore in frigorifero. Anche il giorno seguente sono perfette!




Preparate nel frattempo 1 dose (ve ne rimarrà parecchia, ma si conserva per almeno tre giorni in frigorifero) di glassa a specchio al cioccolato fondente de I Pasticci delloZioPiero (cliccate QUA per il link alla ricetta originaria con video, oppure QUA per vedere come la faccio io e avere qualche dritta in merito).
La glassa potete metterla sul gelo, in coppa, quando avrà raggiunto i 36° C, praticamente a temperatura ambiente o poco più. Quella che avanza si conserva in frigorifero, coperta, per parecchi giorni, e si riutilizza o riportandola a 36° C o anche fredda (per intingervi dei biscotti, ad esempio)... lo capirete da soli, è molto versatile!!! e buonissima!!!
Servite ben freddo, con uno spicchio di mandarino ben pulito, e una foglia, per decorare!

P.S.
Circa i tempi, vi renderete conto che la cosa più seccante è spremere i mandarini... su quello nessun trucco, va fatto e basta... ma non ve ne pentirete! Poi, se proprio non volete o non avete tempo, potete tranquillamente spremere delle arance e procedere allo stesso modo e con le stesse dosi... io l'ho fatto, più volte, ed è forse ancora più buono che con i mandarini... dipende dai gusti, o dal desiderio, o dalla disponibilità del momento!
Quindi, circa la glassa, come vi accennavo si può preparare prima, anche uno o due giorni, anche di più (la mia ha parecchi giorni ed è ancora perfetta). Quindi, con la glassa già pronta nel frigo, se vi vien voglia di qualcosa di godurioso e di grande effetto, spremete la frutta (agrumi, no limoni) che avete a casa e preparatevi questo magnifico dessert al cucchiaio, che piacerà a tutti, ve l'assicuro! 



... alla prossima puntata!!!
... ma, se vi va, seguitemi sulla mia pagina Facebook, mettendo il Mi piace o iscrivendovi riceverete le mie nuove ricette!
Baci, Bimbapimba

domenica 17 maggio 2015

crostatine ai mandarini di Sicilia



Ingredienti per la pasta frolla (per circa 8 crostatine da 8 cm di diametro)
150 g di farine senza glutine Mix It Schaer, 100 g di farina senza glutine Mix C per dolci Schaer (oppure per chi non è intollerante al glutine 250 g di farina 00), 90 g di burro, 70 g di zucchero, 1 uovo intero più un albume, un pizzico di sale.
Ingredienti per la crema al mandarino:
succo di mandarino 500 ml (miscelato al succo di mezzo limone. Io l'avevo surgelato nel freezer, qualche tempo fa. Gli ultimi mandarini raccolti nel nostro giardino, ricco di questi meravigliosi e profumati frutti siciliani!), 35 g di amido di mais, 100 g di zucchero. Pistacchio in granella, Top Fabbri al cioccolato (che è senza glutine) e qualche fogliolina di menta fresca per decorare.



Procedimento

martedì 10 febbraio 2015

vogliamo parlare di gelo? ... di mandarino o di 'mellone'?

brrrr....
Argomento adatto al freddo polare di questi giorni! Vi propongo un dolce al cucchiaio da realizzare con il succo di un frutto stagionale dalle nostre parti abbondante e sottovalutato: il ‘mandarino’!
Abbonda in quasi tutte le fruttiere delle famiglie palermitane e spesso va a male, perché in effetti è molto buono e molto dolce ma molti hanno a noia l’idea di sbucciarlo con le mani perché non sopportano l’aroma intenso che rilascia sulla pelle e che stenta ad andar via. Io personalmente amo il suo profumo e anche il suo sapore, ma ne mangio pochi e sapete perché? Per via dei semini, troppi! E la buccia degli spicchi poi… volete mettere? Fastidiosa in bocca, a volte anche troppo spessa… insomma, ecco perché il mandarino è sempre stato un frutto un po’ sfortunato rispetto alle più famose cugine arance!
Provate però a farne un uso differente, magari un dessert fresco e digestivo, come il gelo…. Verrà fuori una squisitezza per la vista e il palato, facilissimo da preparare e che vi farà fare sempre una bellissima figura… al posto della frutta, dopo il pasto più sostanzioso o più leggero che sia, il Gelo di mandarino sarà sempre applaudito da tutti!


IL GELO DI MANDARINO



Conoscete il Gelo di mellone (con due ‘l’ alla palermitana! per chi non è delle mie parti traduco: anguria)? Se si, allora niente di nuovo, gli ingredienti e le dosi sono esattamente gli stessi (eccetto la cannella e il gelsomino) ed anche la procedura.
Se no, prendete appunti:

LE VIDEO RICETTE DI BIMBA PIMBA ... cliccate sul titolo che vi interessa

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