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martedì 23 gennaio 2018

ricetta Bomboloni o Krapfen senza glutine

Bomboloni o Krapfen? Una questione dialettale ...  e un po' di pregiudizio!
Ognuno infatti li chiama come vuole o come la sua tradizione gli insegna, ma la sostanza è sempre la stessa: i Bomboloni o Krapfen sono dei deliziosi dolci di pasta di pane lievitata morbidissima fritta (andrebbe fritta nello strutto), rivestita di zucchero (semolato o in polvere) e ripiena di tanta marmellata o crema il cui colore e sapore varia a seconda delle mode e delle esigenze e disponibilità delle dispense. Tutti conoscono questo dolce, di origine tedesca, la cui caratteristica principale (voluttuosa sfericità leggermente croccante e zuccherina che nasconde una scioglievole sorpresa al suo interno) lo fa immediatamente individuare fra le tante offerte presenti nelle pasticcerie o nei laboratori dolciari di tutto il mondo. Ma può succedere che a separarvi dal vostro adorato Bombolone o Krapfen ci sia un'incommensurabile lontananza linguistico-dialettale e, ahimè, anche una buona dose di pregiudizio che annebbiando la vostra lucidità vi impedisca di usare semplicemente l'indice per chiederne uno e soddisfare il vostro desiderio impellente! Così infatti è andata, tanti anni orsono, a una famiglia dell'Italia del Nord in vacanza a Palermo e residente, per l'occasione, in un quartiere popolare nei pressi del Porto e del Mercato ortofrutticolo cittadino...


i Bomboloni senza glutine, con la crema inserita prima della frittura

i Bomboloni senza glutine, con il rinforzo di crema inserita dopo la cottura, con siringa
come è evidente, la cavità interna si è riempita ancora di più e il Bombolone si è arrotondato 


... Il padre, ogni mattina, scendeva al bar sotto casa per comprare la colazione e, fedele alle sue tradizioni gastronomiche, fra le tante cose esposte in vetrina (a quell'ora i bar o i panifici palermitani sono stracolmi di prodotti appena sfornati, specialmente in zone portuali come quella pullulanti di lavoratori già stanchi ed affamati) aveva adocchiato i suoi amati Bomboloni. Lieto di trovarli così belli anche a Palermo aveva chiesto "Mi da 4 Bomboloni per piacere?" per portarli su e fare colazione con i suoi cari. "Non ne abbiamo"... il banconista, piuttosto irritato da quell'uomo che chiedeva cose mai sentite nominare al posto di scegliere fra le mille delizie ancora calde esposte in vetrina, freddava il cliente con lo sguardo duro e un ostile silenzio... A quel punto, quel turista venuto dal nord e probabilmente sgomento da un'evidente negazione della realtà (i Bomboloni c'erano, erano sotto i suoi occhi, ma il garzone del bar glieli stava negando... perché?) ha pensato "non saranno mica destinati a qualche mafioso? O magari preparati solo per i cosiddetti amici degli amici? Meglio non insistere ché oggi il barista è nervoso o comunque ha deciso che quei Bomboloni non me li vuole dare..." e chiese "4 Brioche, per favore"... 
Il barista prese quattro Brioscine vuote (quelle tonde lisce e morbide che si mangiano col gelato e che a Palermo per l'appunto si chiamano Brioscine, essendo fatte di pasta brioche ma piccole), gliele avvolse e le consegnò in mano al povero turista terrorizzato e allibito, il quale non ebbe il coraggio di chiedere perché invece di quelle invitanti Brioche sfogliate, e che lui aveva scelto al posto dei suoi amati Bomboloni, gli aveva dato delle anonime paste molli, vuote e scipite ... 
L'indomani mattina e tutte le mattine a seguire, si ripetè sempre la stessa storia: i Bomboloni c'erano, enormi e tantissimi, e le Brioche anche ... ma il barista, adocchiato ormai il nuovo cliente e credendosi premuroso (da noi al bar si usa ordinare sempre "lo stesso" e se il banconista se lo ricorda è un grande segno di stima, ricambiato con una piccola mancia!) gli avvolgeva senza neanche farselo chiedere le solite 4 anonime Brioscine molli, vuote e scipite! 
Solamente l'ultimo giorno di vacanza, quando finalmente il pregiudizio ebbe la meno sulla gola, il turista ebbe il coraggio di alzare il dito indice, prima ancora che il garzone potesse agire autonomamente e rifilargli le solite Brioscine, e timidamente, imitando gli altri clienti del bar, chiese "quattro di quelli" indicando con decisione i Bomboloni... Con suo enorme stupore, il turista scoprì che i Bomboloni non erano riservati a nessun mafioso locale e che il ragazzo del bar non odiava i polentoni ma che semplicemente, non essendo una tradizione locale, i Bomboloni a Palermo erano chiamati Krapfen, alla tedesca, e che le Brioche si vendevano col nome di Cornetti, più fedelmente alla traduzione del francese Croissant. Ecco come con un dito indice si superarono d'un sol colpo tutte le distanze linguistiche (allora non esisteva Internet!) e il turista felice poté tornare a casa trionfante e rincuorato, anche se non sappiamo se sia più tornato in città né se abbia avuto più il coraggio di chiamare Bomboloni i Krapfen dei palermitani!!!

i Bomboloni appena fritti, senza alcuna aggiunta di crema, sono deliziosi e morbidissimi da paura!!!
Ora, divagazioni scherzose a parte, una nota tecnica: li ho fatti più volte, questi Bomboloni o Krapfen senza glutine (decidete voi come chiamarli), e almeno per adesso mi sono convinta che con le farine senza glutine ottenere una cavità tale da poterli farcire con tanta crema è quasi impossibile (in effetti è sempre una questione di perfezionamento come dice la grande Gaia Pedrollilei riesce a farli cavi senza il doppio dischetto... ma è una maga della cucina che non potrò mai eguagliare!). Io infatti ci ho provato ma evidentemente non sono stata brava, ritenterò. Alla fine mi sono arresa e ho optato per il metodo del doppio dischetto, leggermente più laborioso, ma vi assicuro estremamente soddisfacente. L'avevo visto fare a tante blogger appassionate e più brave di me (Sonia La Rosa tanto per citare una maestra!) e siccome sono una testa dura ci ho riprovato. Alla fine, dopo varie selezioni, la ricetta che ho seguito è quella del bravissimo maestro Pignataro de Il crudo & il cotto (quella delle Graffe allo Yogurt): lui ci fa le ciambelle, ma dopo aver visto la consistenza di quelle realizzate da alcune sue follower con quella ricetta mi sono convinta che potesse essere quella giusta. Lo yogurt infatti alle nostre farine conferisce sempre una morbidezza in più. La ricetta nasce con lievito madre e con burro, ma a me convince di più l'olio di semi (è più leggero e migliora la shelf life, la fragranza nel tempo) e per accontentare i più ho optato per la versione con lievito di birra, in seguito vedremo.
Circa la farina: so già che in molti mi chiederete come sostituirla e poiché le nostre miscele non sono mai tutte uguali fra loro, l'unica cosa che mi sento di consigliarvi (sarebbe molto meglio usare quella indicata in ricetta ma ...) eventualmente è di usare una miscela per pane molto performante (in gergo glutinoso la chiamerebbero 'forte', nel nostro caso che abbia amidi in prevalenza e come addensante anche l'E464, ovvero l'idrossipropilmetilcellulosa. Ho avuto buoni risultati con la Senzaltro per dolci mista alla Farmo Fibrepan per pane, che andrebbe molto bene anche da sola ma solo se vi piace di sapore... questa si può sostuituire con la Royaline per pane, oppure con la Conad probabilmente ma io queste ultime non le ho mai usate. A breve farò anche la prova con le farine naturali, vi aggiornerò. Però intanto mi raccomando, se cambiate farina i liquidi come sempre vanno ricalcolati. Il latte, nel mio caso: mettetene metà, ovvero 100 g, all'inizio e poi aggiungetene ancora ma solo dopo aver messo tutta la farina, sino ad ottenere un impasto molto, molto appiccicoso ma che tenga la forma e non scivoli subito giù quando lo arrotondate con la spatola). Ma se volete lo stesso risultato, usate la miscela indicata.

Resta sempre una ricetta da migliorare, vorrei provare ad ottenere uno spessore più sottile della pasta così da inserirci ancora più crema, inoltre proverò col lievito madre, aggiungendo una parte di fiocchi di patate nell'impasto. Anche le farine saranno un mio prossimo obiettivo: ho già in mente di provare a farle con una miscela che mi ha dato molte soddisfazioni (come nel Panettone gastronomico veloce, devo solo avere il tempo)... e poi la frittura, mi piacerebbe ottenere la linea bianca al centro... devo capire come! Intanto così sono già buonissime, ve l'assicuro, altrimenti non starei a pubblicarle. Provatele e fatemi sapere. 


i Bomboloni appena fritti, senza aggiunte di crema


INGREDIENTI per 8 BOMBOLONI o KRAPFEN senza glutine

275 g Mix per Dolci Lievitati Dalla Giovanna (della stessa casa c'è anche quella per 'fritti' ma io non l'avevo... quindi se usate quella per fritti o quella per pane state attenti al latte, ripeto, non è detto che ne assorba la stessa quantità, magari di più o di meno, pesatelo e poi aggiungetelo un po' alla volta, non tutto assieme come indicato appresso)
200 g latte intero 
100 g Yogurt bianco intero
8 g lievito fresco
37 g zucchero
18 g miele
35 g olio semi girasole bio (se preferite il burro, vanno bene 40 g)
2 tuorli d'uovo 
la scorza grattugiata di mezzo limone e di mezza arancia biologici
1/2 bustina vanillina
1 pizzico grosso di sale

+ farina di riso per lo spolvero e la lavorazione a mano

... ti presento i miei libri di cucina:

   

PROCEDIMENTO con illustrazioni

mercoledì 20 aprile 2016

Muffin con ricotta ai due cioccolati

Un dolcetto squisito! Veramente delizioso!!! Dal profumo irresistibile, morbidissimo, scioglievole!!! Per chi ama il cioccolato bianco e nero assieme, e soprattutto per chi non ha molto tempo a disposizione, perché si prepara in 10 minuti e poi si inforna! 



Ingredienti per 12 muffin

210 g ricotta fresca (io di pecora)
200 g farina per dolci lievitati senza glutine DallaGiovanna (se non l'avete potreste sostituirla con un mix analogo "per dolci senza glutine", ma anche con farine naturali addizionate con Xantano o guar... ogni volta che si cambiano farine però potrebbe essere necessario variare i liquidi, in questo caso il latte solamente... e ovviamente cambierà anche il sapore e la consistenza)
2 uova intere (io biologiche)
75 g olio di riso
20 g latte intero
1 bustina di lievito per dolci (consentito per i celiaci)
120 g zucchero semolato 
1 bustina di vanillina in polvere (consentita per i celiaci)
55 g cioccolato bianco (consentito per i celiaci)
3 cucchiai colmi di gocce di cioccolato fondente (consentito per i celiaci)

+ zucchero a velo, cacao amaro in polvere e poca cioccolata bianca fusa per la guarnizione finale


Procedimento velocissimo

sabato 12 dicembre 2015

Dolce rustico all’arancia

E se doveste avere una voglia improvvisa di un buon dolce natalizio, semplice, che somigli vagamente al panettone, nei profumi, nei sapori e nella forma (non nella consistenza, ovviamente) e se non avete proprio il tempo di farvelo voi il panettone (ci vogliono due giorni almeno, mica è uno scherzo!)... che si fa? si rinuncia? o si compra quello industriale? (non so voi, ma a noi quello industriale non piace per nulla, e costa veramente un po' troppo)... No! Restate a casa, spendete molto poco e in poche mosse vi preparate questo dolce casalingo spettacolare e squisito, che resiste a lungo e rimane morbidissimo fino a due giorni (di più non so, difficilmente ve ne rimarrà tanto)! 
Suvvia, leggete gli ingredienti e la procedura semplicissima e andate in cucina a prepararlo! Così stasera sarà festa!


 


Ingredienti

250 g di farina (senza glutine per i celiaci. Io ho usato: 100 g di Farine DallaGiovanna per dolci lievitati + 150 g di Mix C Schaer. Potete utilizzare anche una sola di queste farine o un altro mix per dolci senza glutine di vostra preferenza)
200 g zucchero di canna integrale
1 pizzico di sale
3 uova intere (biologiche per scelta personale)
70 g uvetta sultanina
30 g pinoli
2 arance biologiche bionde (succo e scorza grattugiata)
1 limone biologico (solo la scorza grattugiata)
100 g olio di semi di girasole (biologico per scelta personale) oppure se volete potete sostituirlo con burro (a temperatura ambiente, consistenza a pomata)
1 bustina di lievito per dolci (senza glutine per i celiaci)
1 busta di vanillina in polvere (o l’interno di mezza bacca di vaniglia)
5 cucchiai di Moscato o altro vino liquoroso (più un cucchiaio o due per ammorbidire l’uvetta)
mandorle a scaglie q.b.
zucchero a velo (senza glutine) per la decorazione finale


Procedimento

Miscelare la farina allo zucchero, al lievito, alla vanillina e al sale, unire quindi prima il succo e la scorza delle arance grattugiate utilizzando un frustino a mano, per sciogliere i grumi, e poi l’olio di semi e il Moscato. A mano e con movimenti lenti e dal basso, incorporare le uova (precedentemente sbattute con la frusta elettrica sino a farle diventare ben spumose e ferme). Aggiungere alla fine l’uva passa (precedentemente ammorbidita in poca acqua e due cucchiai di Moscato, quindi ben strizzata e spolverata con pochissima farina di riso finissima e infine privata dell’eccedenza di farina. Io non sono stata molto attenta a questa fase e l’uvetta se n’è scesa in fondo al dolce) e i pinoli, amalgamare bene il tutto, versare nello stampo (io ho usato quello per panettone basso, le dimensioni di base sono: 18 cm di diametro per 6 cm di altezza. Se utilizzate uno stampo in metallo ricordatevi di imburrarlo e infarinarlo bene prima. Non potrete capovolgerlo però, ma se ben cotto non si abbasserà! Ancora meglio, a mio avviso, sarebbe mettere della carta da forno dentro la teglia o utilizzare una teglia con base estraibile, per non avere brutte sorprese quando si esce il dolce dallo stampo) e cospargere con mandorle a fettine. 

domenica 4 ottobre 2015

Pan speziato di zucca

ricetta light & delicious  n°4                           . calorie a porzione ...  .

Arriva l’autunno, arriva finalmente anche un po’ di fresco, la campagna offre nuovi frutti, fra cui la bellissima e coreografica zucca rossa, che si offre a mille interpretazioni culinarie... anche per farne un dolce rustico e leggero, come questo PAN SPEZIATO DI ZUCCA... senza glutine, senza burro, senza latte



Io nel passato non l’ho utilizzata spesso, poiché, essendo molto dolce, nei risotti o nei primi piatti in genere richiede la presenza del formaggio… e con la mia dolce metà che non lo mangia, ecco… mi trovo sempre in forte imbarazzo. La zucca rossa mi piace in agrodolce, fritta… una meraviglia, presto la preparerò… ma ieri ne avevo comprato un bel pezzetto e non avevo voglia di friggere… volevo fare un dolce!
Ho trovato quindi questa meravigliosa ricetta, e mi ha detto bene. Ovviamente dovevo ‘sglutinarla’, per ovvi motivi, ma le farine per dolci lievitati Dalla Giovanna mi sono venute incontro, senza deludermi, come sempre! Essendo molto indicate per dolci a lunga lievitazione come panettone e colomba pasquale, ho pensato che di fronte ad un pane dolce come questo, molto più semplice e veloce, ma che al palato dovrebbe somigliare ai dolci festivi, queste farine fossero quelle giuste. E in effetti lo sono. Dopo 24 ore il dolce è ancora morbidissimo, soffice, umido al punto giusto. Insomma, perfetto! Nessuno direbbe che è gluten free! Fidatevi di una non celiaca che sino a poco fa ha mangiato anche una bella fetta di torta con le pere (di mia sorella), assolutamente piena di glutine e quindi morbidissima ed elastica. Come questo pan speziato!
È un dolce che definir profumato è dir poco! Per gli amanti dei sapori decisi, ma leggeri, delle essenze orientali e rinfrescanti! La quantità delle spezie che ho utilizzato, a mio avviso, è abbondante, ma è molto meno di quella indicata nella ricetta originale, che ho tratto dalla mia Enciclopedia della Cucina. Se volete, potete quindi aumentare o ridurre il loro peso, a seconda dei vostri gusti. Per me, così è perfetto!  

Ecco la ricetta…

giovedì 18 giugno 2015

la brioscina palermitana ... senza glutine: prove n. 1,2 e 3 ...

La ricetta della Brioscina è un cruccio per ogni bravo siciliano e ogni siciliano ha la sua versione, a seconda della provincia da cui proviene. Io, da palermitana, conosco e preferisco la nostra brioscina, che è senza uova e con lo strutto al posto del burro. Pertanto se leggerete queste pagine capirete il motivo delle mie modifiche alla ricetta di Olga Botta, che troverete nel link più sotto, e anche il perchè a distanza di un anno ho cambiato la ricetta e la ho fatta con quella della vera rosticceria palermitana. Troverete in fondo alla pagina il link all'ultima versione (QUA), sino ad oggi la migliore delle mie tante prove, ma continua la ricerca. A voi la scelta! 




ingredienti e procedimento

per il lievitino:
68 g di farine per dolci lievitati senza glutine Molino Dallagiovanna, 68 g di acqua, 12 g di lievito di birra fresco.
Sciogliere il lievito in una ciotola con l'acqua, aggiungere la farina, miscelare con una forchetta e tappare, lasciando riposare per un'ora a temperatura ambiente (perché siamo in estate)
per l'impasto:
200 g di farine come sopra, 50 g di acqua, 80 g di latte (nella ricetta originale di Olga i grammi sono 50, perché lei mette l'uovo intero, compreso il tuorlo), un albume (circa 30 g), 60 g di burro, 25 g di zucchero, 2,5 g di sale, la scorza grattugiata di mezzo limone biologico, un pizzico di vanillina in polvere.
Riporre nella planetaria il lievitino, unire la farina, lo zucchero, l'acqua e il latte e iniziare a impastare, poi aggiungere l'albume, il limone e la vanillina e infine il burro morbido, ma non a pomata, un pezzetto alla volta, con calma, aspettando che il primo pezzo sia completamente assorbito. Unire il sale a metà burro. Lavorare a velocità sostenuta, stando attenti che tutto l'impasto venga inglobato nel braccio impastatore, altrimenti rivoltarlo con una spatola di silicone più volte. 
Riporre a lievitare per altre due ore almeno, sino al raddoppio del volume, in luogo tiepido, coprendo con coperchio.



Formare quindi delle palline lisce, di circa 80 g ciascuna, ungendovi le mani con burro per facilitare l'operazione. Formare altrettante palline di circa 10/15 g ciascuna se volete fare il tuppo. Riporle a lievitare per un'ora e mezza circa, sopra carta da forno, coperte da canovaccio pulito, in forno spento con lucina accesa. Anche in questo caso dovranno raddoppiare o quasi. Fare una fossetta al centro, con delicatezza, spennellare con uovo e latte (o panna) e adagiarvi sopra il tuppo. Spennellare anche lui e infornare a 190° per venti minuti, modalità statica (preriscaldato da 30 minuti), in posizione centrale. Tirar fuori e fare raffreddare su una gratella. Mangiare tiepide! E' un ordine!!! Possibilmente con una dissetante "granita di limoni siciliani" (per la ricetta clicca qua).



Allora, risultato: sono molto buone (il burro ha il suo perché, si sa!) e anche morbide. Ma non somigliano tanto alle cosiddette brioscine palermitane, dove il burro proprio non c'entra nulla... quindi l'ho sostituito...



prova n. 2 (con 60 g di strutto e 1 albume)





ingredienti e procedimento

per il lievitino
idem, come sopra

per l'impasto
200 g di farine come sopra, 50 g di acqua, 80 g di latte, un albume (circa 30 g), 60 g di strutto, 25 g di zucchero, 2,5 g di sale, la scorza grattugiata di mezzo limone biologico, un pizzico di vanillina in polvere.
Per il procedimento fate esattamente come nella prima prova.



Risultato: migliora il sapore, nel senso che è proprio identico a quello delle nostre brioscine! Anche l'alveolatura va bene, molto molto simile a quelle glutinate, però si sono indurite troppo presto... forse perché le avevo fatte piccole (pezzature di 50/60 g al massimo) per errore (ero nervosina!) e non ho diminuito i tempi di cottura, quindi colpa mia... 


Ci ho riprovato e con l'occasione ho diminuito lo strutto a 35 g, perché la dose giusta delle ricette palermitane è 100g di strutto per 1000 g di farina!
quindi...



prova n.3 (con 35 g di strutto e sempre 1 albume)



ingredienti e procedimento

per il lievitino
idem, come sopra

per l'impasto
224 g di farine (come sopra), 50 g di acqua, 74 g di latte, un albume (circa 30 g), 35 g di strutto, 25 g di zucchero, 2,5 g di sale, la scorza grattugiata di mezzo limone biologico, un pizzico di vanillina in polvere.
Per il procedimento, ho lavorato esattamente come sopra. Unica differenza la temperatura del forno, l'ho portata a 220° e ho diminuito il tempo a 13/14 minuti. La pezzatura era giusta, 80 g a pallina e 10 circa per il tuppo. 



Risultato: molto più morbide dell'ultima volta!



Sapore Ok! simile, molto molto simile a quelle palermitane, ma ci va n'anticchia (un po') di zucchero in più (altri 10 g basteranno). Però io aggiungerò anche un po' di liquidi, perché ho diminuito i grassi, ma non ho aumentato i liquidi e, come "Olga docet", le farine Dallagiovanna ne assorbono tanti. L'impasto era più lavorabile, devo dire che era magnificamente lavorabile, ma quando si sono raffreddate sono diventate di nuovo gommosine e questo non va... riscaldate al microonde tornano perfette, se ben conservate (in una busta per alimenti, ancora tiepide) o addirittura congelate (subito dopo che si sono raffreddate). Sino a ieri sera ne abbiamo prese due dal freezer e messe nel micro in funzione scongelamento, più colpetto finale di 30 secondi per riscaldarle, sono tornate buonissime. Come facevamo a mangiare la "granita di gelsi neri" (clicca qua per la ricetta) senza la brioscina?


Però devo aggiustare la ricetta, io non mi fermo....
alla prossima infornata dunque!...

AGGIORNAMENTO prova n. 4
senza uova

per l'ultima versione della ricetta cliccare QUA O SULLA FOTO SOTTO:

LE MIE ULTIME BRIOSCINE!!! 2017, maggio


                                                  baci Bimbapimba

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