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lunedì 23 marzo 2026

ricetta CIAMBELLONE RUSTICO SENZA GLUTINE

La soluzione perfetta per una scampagnata o un pranzo in compagnia di amici, questo bel Ciambellone rustico senza glutine oltre ad essere buonissimo e sofficissimo si conserva perfettamente per molti giorni (in frigorifero) e poi si gusta freddo oppure (meglio) dopo una leggera scaldatina al forno o in padella (tagliato a fette). Poichè è pieno di formaggio l'ho mangiato tutto io (chi mi segue sa che in famiglia sono l'unica ad amare il formaggio) e posso garantirvi che mi ha nutrito per almeno una settimana, ed era sempre più buono!

Questa ricetta era destinata al nuovo libro ma per mancanza di spazio è rimasta fuori quindi ecco che ve la regalo adesso che sta per avvicinarsi Pasqua e le occasioni per realizzare un bel Ciambellone rustico saranno tante.


CIAMBELLONE RUSTICO SENZA GLUTINE CON SALUMI E FORMAGGI

Ingredienti per 8 porzioni (stampo a ciambella alto cm 8/10 diametro cm 18-20; per stampi più grandi aumentare in proporzioni tutte le dosi, per esempio per uno stampo a ciambella del diametro da 26 cm alto 7 cm dovrete raddoppiare le dosi, l'importante è riempirli lasciando circa 2 cm dal bordo. Se avanza impasto, potrete farci dei muffin salati)

Ingredienti secchi

250 g farina di riso finissima
4 g sale
3 g xantano
1 bustina di lievito chimico per torte salate

Ingredienti umidi

165 g panna da cucina (grassi medi 20%)
2 uova medie (peso sgusciate 110 g)
100 g olio di semi di girasole
70 g acqua

Per la farcitura

210 g formaggio a pasta morbida (pecorino e fontina o simili)
90 g guanciale a fetta intera
70 g speck a fetta intera
q.b. parmigiano grattugiato (una manciata)
qualche acciuga sott’olio 
pepe nero, noce moscata e cumino in polvere secondo gusti

Procedimento

mercoledì 15 agosto 2018

ricetta Pasta al forno con ragù di verdure

Oggi è Ferragosto, con questo brutto tempo siamo rimasti a casa ma non ho voluto rinunciare all'idea di scampagnata, quindi ho preparato la Pasta al Forno, ma più leggera e digeribile perché fatta con il Ragù di verdure! Gustosissima, sfiziosa, più adatta del classico ragù di carne al clima torrido di questa estate!

pasta al forno con ragù di verdure

pasta al forno con ragù di verdure
INGREDIENTI

1/2 dose di ragù di verdure (cliccate QUA per la ricetta)
300 g circa di pisellini stufati con la cipolla
500 g di rigatoni (io senza glutine)
3-4 grosse melanzane fritte
1/2 litro circa di besciamella 
parmigiano grattugiato q.b.
altro formaggio di vostra scelta a tocchetti (il formaggio io non l'ho messo, mio marito non lo mangia, ahimè!)
pangrattato (io senza glutine) abbondante
olio evo

il Ragù di verdure


PROCEDIMENTO

giovedì 18 gennaio 2018

ricetta Torta di Patate, Finocchi e Lenticchie al Cumino

Questa Torta di Patate, Finocchi e Lenticchie al Cumino è un primo piatto leggero, delicato, con poche calorie ma molto gustoso. Io l'ho insaporita con fettine di pancetta, ma se siete vegetariani potreste optare per fettine di zucchine o melanzane arrostite. Volutamente, ho preferito non mettere formaggio, nella Torta di Patate, Finocchi e Lenticchie al Cumino, così da renderla adatta anche agli intolleranti al lattosio ma se preferite potrete tranquillamente aggiungerlo. Ecco la ricetta della Torta di Patate, Finocchi e Lenticchie al Cumino.



INGREDIENTI per una Torta di Patate, Finocchi e Lenticchie al Cumino per 6 porzioni

450 g patate bollite (peso da crude già sbucciate)
3 finocchi non troppo grandi
2 cipollotti scalogni
150 g lenticchie
Brodo vegetale granulare senza glutammato (io bio) q.b.
Pancetta tesa q.b.
2 uova
3 cucchiaini colmi di farina di ceci (o altra di vostra preferenza)
Olio evo
Cumino in semi e/o in polvere
Sale
Pepe o peperoncino
Pangrattato o farina di mais (quella per polenta) per panatura pirofila
Semi di papavero per decorare

PROCEDIMENTO

giovedì 12 gennaio 2017

ricetta della Parmigiana di Carciofi e Melanzane

Una variante moooolto interessante alla classica parmigiana, che io in genere non cuocio al forno. Come potrete immaginare, è squisita... anzi, di più! Ma d'altronde, con questi ingredienti come potrebbe non esserlo!



INGREDIENTI PER 10 PERSONE

4 melanzane lunghe (io biologiche) del peso circa di g 300 ciascuna
10 carciofi 
3 spicchi d'aglio
350 g circa polpa di pomodoro a pezzettini (una latta)
200 g circa di Primo Sale o altro formaggio di pecora (o a gusto vostro) a pasta morbida leggermente salato
una manciata di passolini (uva passa) e pinoli
q.b. pecorino grattugiato
q.b. olio evo
q.b. basilico fresco
un mazzolino di prezzemolo fresco
q.b. pangrattato (io senza glutine)
1 confezione da 200 g di crema vegetale o panna da cucina (ve ne rimarrà, se ne usa poca e volendo potete sostituirla con besciamella)

PROCEDIMENTO

lunedì 22 febbraio 2016

il mio Timballo del Monsù

Quando il Principe di Salina, Don Fabrizio Corbera, si stabiliva per l'estate nel palazzo di Donnafugata, l'esercito di cuochi e cuoche a suo servizio si mettevano all'opera dopo mesi di meritato riposo per esaudirne tutti i capricci. 
Come molti di noi ricordano, le cene e i pranzi sontuosi dei Baroni siciliani erano composti da decine di portate, tutte appariscenti ed elaboratissime, ma a quanto sembra non poteva mai mancare nelle tavole felici di allora, e non solamente nobili, il famoso Timballo del Monsù, un pasticcio di maccheroni in crosta contenente al suo interno, oltre la pasta, vari tipi di carne e frattaglie, formaggio, aromi e besciamella (in realtà una sorta di crema dolce). Un'opera d'arte di cui il grande capo cuoco (il Monsù, per l'appunto) delle più ricche famiglie aristocratiche era l'artefice!
Tomasi di Lampedusa nel suo romanzo "il Gattopardo" ne ha fornito una intrigante descrizione, grazie alla quale questa ricetta, facente parte della nostra storia gastronomica, è entrata anche nella letteratura internazionale:

"L’oro brunito dell’involucro, la fragranza di zucchero e di cannella che emanava non erano che il preludio della sensazione di delizia che si sprigionava dall’interno quando il coltello squarciava la crosta: ne erompeva dapprima un vapore carico di aromi, si scorgevano poi i fegatini di pollo, gli ovetti duri, le sfilettature di prosciutto e di tartufi impigliate nella massa untuosa, caldissima dei maccheroncini corti cui l’estratto di carne conferiva un prezioso color camoscio"...



Ben lungi dalla pretesa di sfornare una simile e voluttuosa pietanza, sprigionante sensualità in ogni dove (fra cani che abbaiano, gatti che miagolano e mio marito che fa lavori in giardino non ero molto invogliata in tal senso), oggi ho optato per una versione più leggera e veloce. Ma non meno torreggiante e babelica di quella del Principe! 
Come sempre, ho finito per modificare la ricetta originale (che poi si sa bene che in ogni famiglia ne esiste una differente versione, diciamo che questa è la mia!) in base ai nostri gusti personali e alla disponibilità della cucina. Niente interiora (e ahimè niente formaggio, poiché mio marito non ne mangia per cui io oggi ho dovuto farne a meno ma per voi, nella ricetta, ho indicato le dosi che dovrete mettere, assolutamente!), ma solo salsiccia, carciofi e ricotta, oltre che alla besciamella e al formaggio (per voi!).
La crosta, l'involucro, l'ho pensato con due tipi di pasta: la brisè sotto, fatta da me e aromatizzata al rosmarino (deliziosa) e la sfoglia sopra (questa l'ho comprata), anche perché secondo me la sfoglia quando è arrotolata non cuoce bene e quindi sotto non l'avrei mai messa. Devo dire infatti che così ha cotto al meglio delle sue possibilità, si è asciugata bene ed era croccante.

Ecco la mia versione light del Timballo del Monsù!



... l'estate scorsa ne ho fatto anche una versione molto più light e vegetariana, il "Gattopardo vegetariano", andate a dargli un'occhiata! cliccate QUA, è ancora più sontuoso!!! e c'è una storiella divertente che lo introduce...

Ingredienti per 5/6 porzioni (stampo a svasare da 20 cm sotto, 24 cm sopra)

250 g di pasta corta e rigata (io pipe rigate senza glutine)
4 carciofi
2 scalogni
200 g di pola di salsiccia
300 g di ricotta fresca
3 cucchiai di salsa di pomodoro
1 uovo sbattuto
pepe
peperoncino
olio evo
sale
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
4 o 5 cucchiai di besciamella molto densa (fatta con 250 ml di latte intero, 1+1/2 cucchiai di farina di riso, olio evo, sale, noce moscata q.b., un pizzico di cannella)
100 g di cubetti di formaggio a pasta morbida (no mozzarella)
1 disco di pasta sfoglia rotonda (io senza glutine Buitoni)
1 pasta brisé aromatizzata al rosmarino e prezzemolo (per la mia ricetta cliccate QUA)
+
1 uovo sbattuto per spennellare



Cottura

25 minuti a 200° ventilato già caldo (coprire con alluminio appena scurisce la sfoglia)

Procedimento (con tutor)

lunedì 25 gennaio 2016

Timballo di riso, zucchine e grano saraceno in crosta di pancetta






Ingredienti per 6 porzioni

250 g di riso thai (o altro riso di vostra preferenza) e grano saraceno (io ho usato un mix di riso thai e grano saraceno della Pedon, ma pur non contenendo glutine NON è certificato, quindi vi suggerisco di prepararvelo da voi)
2 porri
5 zucchine bianche (della dimensione delle genovesi, ma potete usare anche quelle)
olio evo q.b.
peperoncino piccante o pepe nero (se vi piace)
pancetta tesa (o tonda e la srotolate voi) q.b. per rivestire lo stampo
200 g circa di formaggio tipo Caciocavallo fresco
pangrattato  (senza glutine, per i celiaci) q.b. per rivestire lo stampo

Procedimento (con illustrazioni)

giovedì 30 luglio 2015

Timballo vegetariano alla salvia



Con questo caldo accendere il forno sembra un’eresia! E lo sarà anche ma, se ci fermiamo un attimo a riflettere... il forno lavora da solo, mentre noi possiamo starcene tranquillamente in terrazzo. Davanti ai fornelli invece bisogna restarci, in piedi, e controllare, girare, friggere… insomma, a conti fatti, una parmigiana costa molto più sudore di un timballo di pasta! Se eseguito, ovviamente, secondo alcune regole fondamentali, che a mio parere sono:
"niente salse, niente besciamella, niente ragù, niente melanzane fritte ecc… ecc… e cioè, niente di cotto  sui fornelli!" 
Quindi, in parole povere, si fa tutto a freddo e poi si accende il forno, mentre noi scappiamo via dalla cucina. Così io ci sto!
Mi spiego meglio, con questo ennesimo esempio… prendete gli ingredienti:



Ingredienti per due porzioni abbondanti
160 g di pennette (senza glutine per i celiaci), 1 melanzana tunisina, dieci pomodorini ciliegia, una zucchina genovese (io ho usato un pezzo di zucchina serpente, quella lunga e verde chiaro), 20 foglie di salvia, 40 mandorle, 250 g di ricotta di pecora fresca (o di mucca, va bene lo stesso, visto il caldo che c’è ci dobbiamo accontentare), 70 g circa di formaggio morbido (io avevo in casa una bella ‘vastedda’ palermitana, che poi è un formaggio vaccino poco stagionato ma leggermente salato. Ci sta bene qualsiasi formaggio che fonde, tipo Asiago, Fontina o Tuma, per rimanere dalle mie parti), pangrattato q.b., olio evo q.b..

venerdì 17 luglio 2015

Zuccotto di riso al pescespada in crosta di peperoni



Anche questa ricetta risponde ad un’esigenza specifica: sopravvivere al caldo del momento stando il più possibile lontana dal fuoco... senza rinunciare al piacere del cibo buono e bello! E quindi: utilizzo del forno (senza bisogno di stare davanti allo sportello per controllare) e cotture veloci ai fornelli (cinque minuti al massimo). Si può fare! L’importante è aver dove stare mentre il forno è acceso...
Ingredienti per due porzioni
150 g di riso parboiled, uno spicchio d’aglio, 200 g di polpa di pescespada tagliata a cubetti di un centimetro e mezzo massimo per lato, una spruzzata di vino bianco secco, una ventina di foglie di menta fresca, una ventina di mandorle pelate, olio evo q.b., una manciata di passolini (uva passa) e pinoli (rinvenuti in acqua per una decina di minuti), due peperoni (del colore che preferite, anche di differenti colori), pangrattato q.b. (senza glutine per i celiaci). 

Il procedimento è semplice

mercoledì 8 luglio 2015

il "Gattopardo vegetariano"

E se Angelica fosse stata a dieta? (nda)




“Mi dissero all’ultimo momento che quella sera, alla rituale cena estiva di bentornato del Principe di Salina, ci sarebbe stato un ospite vegetariano. Proprio lui, il Principe Fabrizio in persona, venne giù in cucina ad avvertirmi, scusandosi dell’accaduto. Non potei che rassicurarlo, ero la sua Monsù da molti anni ormai e fra noi si era creata una certa complicità.
Quando se ne andò, fui messa al corrente di un ulteriore dettaglio di cui, molto probabilmente, il Principe non era ancora consapevole. A quanto si vociferava nei corridoi del palazzo di Donnafugata, sembrava che lei, l’ospite d’onore, la bella Angelica, la figlia del sindaco sbruffone, fosse pure a dieta!
Ancora non la conoscevo e già mi stava antipatica!
Su due piedi, avrei dovuto improvvisare per lei una cena all’altezza di quella progettata  da oltre un mese. Anzi, più che all’altezza, sontuosa, ricca e appariscente tanto quanto avrebbe dovuto essere il pasto dei suoi commensali. Cominciando dal 'torreggiante timballo' previsto come entrata, al posto di quel triste potage alla francese che tanto va di moda! ... Così mi aveva chiesto espressamente il Principe e io non volevo deluderlo.
Mi toccava dunque di rivedere anche il famoso 'Timballo di maccheroni', quel babelico pasticcio in grado di evocare fremiti di ammirazione, dal brunito involucro che sprigiona, una volta squarciatone la crosta, i vapori e gli aromi di cui sono intrisi i suoi maccheroni, ripieni di carni, uova e un po’ di finanziera! Che indicibile peccato alterarne gli equilibri!
E la signorina Angelica, tanto bella quanto frivoletta, a quanto pare non solo si atteggiava a vegetariana (perché la sua pancetta parlò chiaro a tutti, le verdure, forse!, le mangiava per contorno alla salsiccia!), ma finanche a dieta diceva di essere! 
Tutto ciò per me significava solo una cosa: poco formaggio, niente uova, niente pasta frolla né crema pasticcera!
Disapprovazione a parte, mi misi subito all’opera. Non c’era tempo da perdere!
Presi una bella melanzana lunga, nostrana, un peperone verde e una zucchina verde e piccola, di quelle che al Continente chiamano 'genovesi'. Tagliai tutte le verdure a dadini di un centimetro circa e le misi a cuocere, assieme ad un soffritto di scalogno tritato e olio extra vergine di oliva. Le feci dorare bene, poi le salai a sufficienza, per compensare l’assenza del formaggio, e le continuai a cuocere per un quarto d’ora circa, saltandole spesso per non farle attaccare al tegame.
Nel frattempo mandai i servi nell’orto, dicendo loro di cogliere alcune belle foglie di tinnirumi (tenerumi, le foglie della zucchina serpente, nda). Volevo le più grandi, ma anche qualcuna un po' più piccola e molto tenera. Quando me le portarono, dopo averle ben lavate, le sbollentai per una trentina di secondi in acqua salata. Poi le stesi ad asciugare bene all'aria aperta ed infine le utilizzai per foderare uno stampo unto d’olio e ammollicato (rivestito di pangrattato, nda). Dopo aver cotto al dente i maccheroni (pasta, per l’esattezza pennette rigate, nda), li raffreddai sotto un getto d’acqua fredda. Presi infine un bel po’ di ricotta di pecora (formaggi niente, va bene!, ma la ricotta almeno se la doveva mangiare. Quella, poche calorie contiene!) e ci condii i maccheroni, assieme a un pesto di mandorle, basilico, menta e peperoncino. Dopo di che mi divertii a consare (preparare, nda) un torreggiante timballo del Principe in versione vegetariana e anche light (perdonatemi l'inglesismo!). Non potevo, non dovevo sfigurare in alcun modo!
Sistemai un primo strato di maccheroni conditi, schiacciandoli per bene lungo i fianchi dello stampo, per farli aderire e prendere la forma. Poi vi versai al centro la verdura a dadini e chiusi il tutto con la pasta restante. Non contenta, abbondai con la mollica (sempre il pangrattato, nda) e con l’olio, poi rivoltai le foglie verdeggianti dei tinnirumi verso l’interno e, sopra sopra, ci misi altra mollica e olio d’oliva.
Lo infilai nel forno, alla massima temperatura (225° e ventilato, nda), a metà cottura del Timballo vero, e lo lasciai per 25 minuti. Come per il vero Timballo, dopo cinque minuti lo rivoltai nel piatto d’argento e, dopo aver curato la sua coreografia, a dire il vero, ne rimasi abbagliata anch’io, oltre che tutti gli aristocratici commensali. 
Ad eccezione di quella smodata d’una Angelica, che al posto del verbo usò solo la forchetta e si lanciò nel piatto, divorandolo in un sol colpo. E fu comunque un gran successo!

Da quell’anno, ogni estate, non solamente colei la quale, pancetta compresa, era tanto bella da divenir presto l’amante del giovane e aitante Tancredi, ma lo stesso Principe di Salina preferì al grasso subdolo del suo più antico Timballo, la croccante leggerezza del mio più semplice Gattopardo vegetariano! In fondo, anche questo fu un cambiamento necessario alla causa... avrebbe aggiunto infine l’incorreggibile Tancredi”.

(testo liberamente tratto, arrangiato e totalmente reinventato, dal romanzo storico 'il Gattopardo' di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Spero non me ne voglia l'autore...:))

Ingredienti per il ripieno:
1 melanzana lunga, 1 zucchina genovese, un peperone verde o di un altro colore, un cipollotto scalogno, olio evo, sale.

sabato 28 febbraio 2015

ciambella di riso e melanzane con sorpresa

...potreste infatti riempire questa spettacolare ciambella con quello che volete voi! Io l'ho riempita con ragù per simulare una sorta di 'arancina' palermitana alla carne in versione timballo, ma volendo si può optare per un cuore vegetariano ai funghi, ai piselli, agli spinaci, ai formaggi, ecc... ecc...
Ve la spiegherò brevemente, anche perché le immagini sono abbastanza chiare...



Ingredienti: 500 gr di riso Arborio per risotti, due bustine di zafferano, pepe nero, una cipolla piccola per il soffritto, brodo vegetale senza glutammato, quattro/cinque melanzane violette lunghe palermitane (a casa mia le chiamiamo nostrane), pangrattato, ragù bolognese q.b. (preparatene per mezzo chilo di carne, e se vi dovesse restare - evento probabile! - lo surgelate o vi fate due fili di pasta il giorno dopo!).

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