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... la mia archeologia


Archeologia in Sicilia

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Cucinare è condividere con gli altri un sapere antico, un aspetto della nostra cultura che più di ogni altri ci rappresenta, anche nelle sue solo apparenti contraddizioni. La cucina infatti è stata definita come un luogo di scambio e di contaminazione per eccellenza, dove i prodotti locali diventano conoscenza, crescita e comunicazione con il resto del mondo. In cucina si combinano le culture, le culture minori, dove si lavora sottobanco per sottolineare le nostre identità culturali e quindi, automaticamente, anche quelle degli altri. In cucina si è fatta la storia della cultura materiale di un popolo, parte della sua storia. Ma una parte importante. 

ricostruzione di una stanza da pranzo romana (Triclinium), sito archeologico di Bad Kreuznach (Germania)





Sapevate che nel 1901, durante le prime e più importanti campagne di scavo archeologico nel Foro Romano, l'archeologo Giacomo Boni, l'allora direttore delle ricerche, comprese che un gesto semplice e quotidiano come il mangiare era il medium più efficace per far capire il passato alla gente? Offrire in casa propria "la colazione da romano antico... in ciotole di terra nera, con cucchiai di legno, senza forchette" divenne per lui un modo come un altro, forse il più immediato, per spiegare ai suoi amici anni e anni di studi e ricerche faticose. Giacomo Boni fu un precursore inascoltato, probabilmente anche deriso, della living history anglosassone. 

Oggi infatti moltissimi siti archeologici e preistorici sfruttano il fascino dell'esperienza diretta. Vestirsi, mangiare, lavorare come avevano fatto i nostri antenati non è solo un gioco didattico, altamente efficace per i bambini, ma può diventare un'esperienza di transfert emotivamente determinante, anche e soprattutto per gli adulti. Non sempre infatti le cose del passato, del passato remoto, sono così chiare. Spesso vengono lasciate alla nostra immaginazione, ma certe volte è veramente impossibile farsi un'idea di cosa fossero delle pietre accostate fra loro, se non i miseri resti di un muro ... E il resto della storia, della vita che è trascorsa attorno a quel muro? Chi l'ha elevato, e perché? Chi ci abitava, come ci viveva, cosa conosceva? Che governo lo comandava? E poi, infine, ma non per importanza, cosa mangiava?


Mostra sulla cultura gastronomica in epoca romana, sito archeologico di Augusta Aurica, Svizzera


Domande all'apparenza stupide, forse, ma che l'archeologia contemporanea invece si pone  e alle quali prova a dare le risposte (che gli storici ovviamente già conoscono, ma la gente comune no). Ovunque, tranne che in Italia, dove si è sempre pensato (tutti tranne il Boni) che le cose antiche si spiegassero da sé. Perché sono talmente belle da non aver bisogno d'altro. Ma non è affatto così. Non sono io a dirlo, ma discipline scientifiche come la museografia riconosciute in tutto il mondo. 
Allora, nel mio piccolo, vorrei raccontarvi l'archeologia secondo un differente punto di vista... attraverso le immagini e la storia di alcuni importanti siti archeologici che ho visitato nel tempo e che ricordo con piacere perché, anche se poveri di quella che noi consideriamo materia archeologica (muri, colonne, oggetti), sono riusciti a farsi comprendere molto meglio delle nostre belle, ma silenziose, rovine. Perché capire un sito archeologico dovrebbe significare conoscere tutta la sua storia materiale ed immateriale, le cose e lo spirito delle cose che dietro si nasconde. Nel bene e nel male.


piccolo espositore sulle contaminazioni culturali, religiose e gastronomiche in epoca romana, sito archeologico Isis Heiligtum, Magonza, Germania


In Italia siamo circondati da rovine. 
Ci siamo così abituati che nemmeno le vediamo.
In Sicilia ci sono centinaia di siti archeologici, più o meno famosi, alcuni di interesse mondiale.
Molti siciliani non li hanno mai visti.
E se ci vanno tornano a casa confusi, perché non troveranno spiegazioni di alcun tipo.

Ancora noi non sappiamo progettare neanche le piantine con la mappa del sito. Quasi mai l'indicazione You are here corrisponde all'orientamento geografico reale. E in ogni caso dobbiamo dire grazie se c'è. Nel migliore dei casi qualcuno azzarda delle ricostruzioni grafiche nei pannelli didascalici. Come a scuola. Ma quello che mi fa rabbia è che per la maggior parte delle gente questo è sufficiente. Perché forse non sa, forse nessuno vuol farle sapere, cosa si può fare per spiegare meglio le cose. 


insegnare l'archeologia attraverso i libri di cucina con ricette di epoca romana, Flavia Solva, Svizzera


Ho deciso, nel mio piccolo, di farvelo sapere io, raccontandovi alcune storie...
storie di popoli, di persone importanti e di persone comuni, storie brevi, di poco conto, ma che hanno valore per il significato comune che le sostanzia, ovvero la restituzione della conoscenza della storia, della nostra storia, attraverso le cose del passato, 
nel luogo autentico dove sono sempre state ma dove nessuno riesce più a vederle... 

Inizio subito con l'ultimo luogo della memoria dove sono stata...






NIMRUD, MOSUL E LA BATTAGLIA DI CULLODEN
(NIMRUD, MOSUL AND THE CULLODEN BATTLEFIELD)



NEANDERTHAL... DOVE IL MITO DIVENTA REALTA'
(NEANDERTHAL... WHERE MITH BECOMES REALITY)

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... ancora in fase di studio, pubblico pochi post, ma molto interessanti, a mio avviso...



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