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martedì 26 maggio 2015

Quinoa e spaghetti con taccole e pescespada … sceneggiata alla palermitana!

Un ballo latino nella cucina sicula di Bimba Pimba!

Quinoa all'amore di Sicilia!


Spaghetti con taccole e pescespada alla palermitana!

In cucina bisogna sempre godersela, come ad una festa! Conoscere nuove persone, fare le presentazioni e invitare tutti quanti a ballare assieme! Almeno per quella sera ci divertiremo e forse nasceranno anche nuovi amori! … comunque vada, il ricordo sarà indimenticabile!
Così nasce questa mia nuova ricettina, da un bel merengue siculo andino, nel bel mezzo della cucina di Bimba Pimba! Si, perché la danza è nata prima fra alcuni miei amici compaesani: il signor Pescespada, le signorine Mandorle, la madama Menta, i giovani Passolini e le vanitose sorelle Taccole … poi però si è unita l'avvincente donna Quinoa, a braccetto col suo nuovo amico mister Zafferano! E la festa si è accesa ancora di più! 
Fra un po' vi spiego cosa è successo… intanto vi basti sapere che all'inizio del ballo erano presenti:

Spaghetti con taccole e pescespada

personaggi e comparse: 

400 g di spaghetti (senza glutine per i celiaci), 450 g di pescespada, 20 capperi, 10/12 mandorle, 20 foglie di menta fresca, un porro, 20 pomodori ciliegini, una ventina di taccole, peperoncino piccante, olio evo q.b., uno spicchio d’aglio, vino bianco secco (una tazzina da caffè), una manciata di passolini (uva passa) e pinoli (in tutto 50 g circa).

Sceneggiata palermitana in cucina ... una storia di passioni, gelosie e tradimenti! 

andò esattamente così… 

Li avevo invitati tutti quanti ad una festa, volevo che si divertissero e che ballassero allegramente, spensierati, tutti assieme, almeno per quella sera. L'appuntamento era stato fissato per le 19:30, nel centro della mia cucina.
Il signor Pescespada, le sorelle Taccole e tutti gli Aromi vari in possesso del biglietto per entrare si stavano riscaldando, ciascuno nel suo angolino, ansiosi di aprire le danze. 
Lui, il signor Pescespada, il vero protagonista della serata, si tagliava a pezzetti perché, al momento giusto, voleva darsi generosamente a tutti! 
Loro, le sorelle Taccole, si ammorbidivano in acqua bollente, per piegarsi meglio e sciogliere bene le loro belle gambe lunghe e affusolate che già s'immaginavano irresistibilmente avvinte al pesce più famoso del mondo! 
Gli Aromi e gli altri invitati (Ciliegini, Capperi, Mandorle, Mentuccia, Peperoncino, Porro, Aglio) fremevano al pensiero del prossimo ballo, sminuzzandosi, frammentandosi, spogliandosi del superfluo per saltare tutti quanti assieme nella pista, già riscaldata dall’Olio d’Oliva (il quale diceva di essere Vergine, anzi extra Vergine, ma da come si dimenava sicuro e veloce al centro dell’attenzione, non pareva proprio a nessuno!).

Sola soletta e un po’ timidina, Miss Quinoa (una sconosciuta da queste parti), giunta in cucina da qualche mese e relegatasi volontariamente al primo piano della dispensa, in attesa di fare nuove amicizie, si preparava alla festa da perfetta regina. Chiusa dentro la pentola a vapore, si lisciava la pelle con una bella sauna, lenta, lunga (troppo lunga! La prossima volta ha deciso che si getterà in acqua per un bagnetto altrettanto rilassante, ma più breve).
Quando finalmente giunse l’ora, tutti euforici ed emozionati, si guardarono in faccia scambiandosi ammiccanti cenni d'intesa. 
Il Porro fu il più veloce, si gettò nel bel mezzo della pista assieme all’Olio d'Oliva forse Vergine e già rovente di passione. Iniziavano a sciogliersi per bene quando il signor Pescespada, impaziente, li raggiunse. Tre veri scatenati! 
Non vi dico quando il sempre pimpante Monsieur Vino Bianco, arrivato in ritardo ma già piuttosto allegro, cominciò a spargersi ovunque provocando urla di gioia e vapori inebrianti. Ormai erano tutti come ubriachi di felicità e io, a dire il vero, non capivo più nulla! Non riuscivo più a guidare quell'orchestra di matti! Ciliegini, Mandorle, Menta, Capperi… corsero tutti assieme nella padella! Una mischia di colori, profumi e sapori diversi e folli di gioia!
L'incontro euforico fra gli innumerevoli invitati fu breve, ma molto intenso. Poi, mentre il gruppo ormai ben amalgamato si riposava in attesa di riprendere le danze e di unirsi all'immancabile Compagnia dei fratelli Spaghetti (i soliti buontemponi ritardatari! Ma chi mai potrebbe arrabbiarsi con loro?), arrivò lei, la regina della serata: la lucida e tondeggiante Miss Quinoa, fresca di sauna e di belletti! 
Ma le signorine Taccole, in trepidante attesa dei loro due amati fili di pasta, si arrabbiarono e non poco! Furenti di gelosia, mi hanno subito dettato un compromesso: "se volete che continuiamo a ballare assieme agli altri, mai e poi mai i fratelli Spaghetti dovranno incontrarsi con quella straniera che è venuta a rubarci i fidanzati. Niente Quinoa! Altrimenti noi ce ne andiamo!"
E così andò!
Da quel momento il gruppo si divise: con gli Spaghetti andarono un po’ tutti, preferendo scaltramente la via vecchia per la nuova! E si divertirono da matti, come c'era da aspettarsi!
Con la Quinoa invece si unirono i più intraprendenti, i più curiosi di novità … con tutte quelle deliziose piccole e lucenti palline bianche, chissà quali segreti nascondeva quella bella ragazza, che veniva da molto lontano! Finanche Mister Zafferano, muto e solitario come sempre, il quale sino a quel momento non aveva voluto ballare con nessuno, attratto dalla lucentezza della bella straniera, scese giù dal pensile di corsa, si tolse la giacchetta di carta e infine si gettò fremente nella padella, avvolgendo con ardore Miss Quinoa!
Ed è lì che nacque l’amore!



Dicono che d’ora innanzi non si lasceranno mai più! Mister Zafferano e Miss Quinoa nel loro abbraccio dorato … ma io cercherò di convincerli a fare sempre nuovi incontri, perché non si sa mai … 
Quant'è bella la vita nella mia cucina!

E dopo queste mie folli divagazioni, se volete provare anche voi a danzare in cucina, fate così:

Procedimento

tritate il porro e soffriggetelo, inizialmente in acqua e olio evo, per farlo ammollare bene e poi, quando sarà cremoso o quasi, fate asciugare l’acqua del soffritto, aumentate leggermente la fiamma, aggiungete l’aglio e subito dopo il pesce spada, tagliato a dadetti di circa 2 o 3 cm per lato. Fatelo rosolare e poi sfumatelo con il vino bianco. Dopo che l’alcool sarà evaporato, versate nella padella i ciliegini tagliati a metà, le mandorle frullate e i capperi tritati. Salate, pepate e cuocete per cinque minuti a fuoco moderato, allungando la salsa con un mestolino di acqua bollente. Prima di spegnere aggiungete la menta tagliata a pezzetti, le taccole, precedentemente cotte a vapore, e anche queste spezzettate grossolanamente, e i passolini e i pinoli, già rinvenuti in acqua tiepida per una decina di minuti. Amalgamate bene il tutto e spegnete, coprendo per non far raffreddare il sugo. 



A questo punto potete calare gli spaghetti, lasciandoli molto al dente. Prima di scolare la pasta, all’incirca un paio di minuti, riaccendete sotto il condimento, riscaldatelo bene e quindi versateci gli spaghetti, lasciandoli mantecare per due minuti ancora in padella. Servite con accanto una taccola intera arrotolata, un rametto di menta fresca e una spolverata di mandorle tritate.



Quinoa e pescespada all’amore di Sicilia!

Fare incontrare due mondi così lontani in uno spazio così piccolo come il piatto è una sfida avvincente. La quinoa si presta bene ad accostamenti forti, perché ha un sapore delicatissimo e quasi neutro, una specie di grano rustico, tipo la semola. Molti infatti lo usano per farsi un Couscous sglutinato (poiché ovviamente non contiene glutine).
Quindi stasera ho voluto usarla come base per accompagnare la salsa al pescespada che avevo preparato per gli spaghetti. Invece del solito piatto di pasta, volevo creare un diversivo, una variante che può tranquillamente essere servita come secondo. Perché a me, in fondo, piacciono di più i secondi piatti che la pasta (anche se non si direbbe, a giudicare dal numero maggiore che elaboro di ricette in merito! Ma per amore, è noto, si cede sempre! E io cucino per amore, come tutti d’altronde!)





Allora, passiamo agli ingredienti, ovvero ai personaggi e alle comparse del ballo
(per quattro porzioni)

Per il condimento: 450  g di pesce spada, 20 capperi, 10 mandorle, 20 foglie di menta fresca, un porro, 20 pomodori ciliegini, una ventina di taccole, peperoncino piccante, olio evo q.b., uno spicchio d’aglio, vino bianco secco una tazzina da caffè, passolini e pinoli una manciata (50 g circa).
Per la base di Quinoa: 200 g di Quinoa, 100/150 ml di crema di riso, mezzo cucchiaino di cumino, mezzo cucchiaino di ginger in polvere, un poco di sale, mezza bustina di zafferano, una decina di foglioline di menta spezzettate, qualche rametto di elicriso.

Procedimento
dovrete cucinare il pescespada esattamente con le stesse dosi e alla stessa maniera della ricetta per la pasta con le taccole, e cioè: tritate il porro e soffriggetelo, inizialmente in acqua e olio evo, per farlo ammollare bene e poi, quando sarà cremoso o quasi, fate asciugare l’acqua del soffritto, aumentate leggermente la fiamma, aggiungete l’aglio e subito dopo il pesce spada, tagliato a dadetti di circa 2 o 3 cm per lato. Fatelo rosolare e poi sfumatelo con il vino bianco. Dopo che l’alcool sarà evaporato, versate nella padella i ciliegini tagliati a metà, le mandorle frullate e i capperi tritati. Salate, pepate e cuocete per cinque minuti a fuoco moderato, allungando la salsa con un mestolino di acqua bollente. Prima di spegnere aggiungete la menta tagliata a pezzetti, le taccole, precedentemente cotte a vapore, e anche queste spezzettate grossolanamente, e i passolini e i pinoli, già rinvenuti in acqua tiepida per una decina di minuti (vedi le foto in sequenza di sopra).



Poi cuocete i 200 g di Quinoa in acqua salata, scolatela e saltatela in padella con: 100/150 ml di crema di riso, mezzo cucchiaino di cumino, mezzo cucchiaino di ginger in polvere, un poco di sale, mezza bustina di zafferano, una decina di foglioline di menta spezzettate. Aggiungete anche un cucchiaio di acqua di cottura, per amalgamare bene il tutto. 



Ungete un coppapasta, poggiatelo sopra dei rametti di elicriso (come coreografia, ma anche per esaltare con il suo profumo di curry la Quinoa), rivestite i bordi con due taccole intere, disposte a cerchio e a svasare verso l’esterno, riempite la forma con la Quinoa aromatizzata, compattatela e lisciatela bene con una forchetta e poi sfilate la forma. Passate agli altre tre piatti. Infine versate sopra le basi già pronte il pescespada ben caldo, fumante, spolverate con delle mandorle frullate e servite.



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