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sabato 2 maggio 2015

mangiare di strada palermitano: le 'vasteddine' ... senza glutine

vastedda con la 'meusa'... gluten free!


vastedda con ricotta, acciughe e pecorino



... innanzitutto voglio ringraziare ancora una volta Olga Botta e il suo fondamentale blog di ricette senza glutine, 'uncuoredifarinasenzaglutine'. Da lei ho imparato a fare il pane e la pizza gluten free, talmente buoni da essere richiesti anche da chi celiaco non è affatto! Di Olga è infatti il segreto della lievitazione senza glutine. Ed è sempre grazie al suo blog che oggi posso postarvi queste meravigliose delizie dal sapore tutto palermitano!!!

detto ciò, passiamo alla ricetta di oggi:
la ‘vastedda’ è un pane palermitano chiamato così perché ha la forma dell’omonima forma di formaggio tenero, ottenuto dal latte di vacca, bianco, rotondo, piccoletto e schiacciato e dal sapore vagamente acidulo.
A Palermo la ‘vastedda’ si usa riempirla con ricotta di pecora, acciughe e pecorino, e con una bella spolverata di pepe nero (io ho messo il peperoncino piccante). Ma è perfetta per qualsiasi altra farcitura, come con ‘la meusa’ (con la milza, altro piatto da strada tipico di Palermo), o ‘cunzata’ (abbellita, sistemata, agghindata…) col caciocavallo, il pomodoro e l’origano! E perché no, anche con le nostre meravigliose panelle!
Ecco come queste deliziose pagnottelle senza glutine possono restituire a chi è intollerante al glutine il piacere le 'vastasate' della mia città! Senza alcuna differenza!
 
le mie mini 'vastedde maritate' (con ricotta) senza glutine,
fatte con lo stesso impasto della ciabatta (in alto a sinistra nella foto)
Ingredienti per 45 mini vastedde (del diametro di circa 5 cm ciascuna):

Procedimento:
fate lievitare l’impasto in due grosse ciotole di plastica ben unte con olio evo. Quando il volume sarà triplicato (il tempo dipende dalla temperatura esterna, riponetele in forno spento con le lucine accese se c’è freddo), prelevate delle porzioncine grandi quanto un cucchiaio, aiutandovi con una spatolina di silicone unta d’olio (non con le mani, l'impasto è troppo morbido è appiccicoso). 



Sistematele su di un foglio di carta da forno infarinato (esattamente con le stesse farine indicate nella ricetta delle 'ciabatte' (vedi in questo link), spolveratele con le medesime farine di cui sopra e infornatele, poggiando il foglio direttamente sulla pietra refrattaria (o sulla leccarda rovesciata) posta nel ripiano più basso del forno, per i primi 13 minuti a 250° statico (acceso da una mezzoretta). Poi alzatele nel ripiano intermedio, sopra una griglia e senza la carta da forno, per altri 13 minuti, abbassando la temperatura a 200° e selezionando il forno in modalità ventilata.


Uscitene una e apritela a metà e, se vi sembrano ancora umide all'interno, lasciatele in forno acceso per altri due minuti. Poi uscitele, riponetele sopra una gratella per farle raffreddare e infine farcitele a vostro piacimento.

Arrivederci quindi alla prossima puntata!

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